lunedì, novembre 13, 2006

venerdì, novembre 10, 2006

.....la forza della mente.....


CONCENTRATEVI!

Pensate ad un numero e moltiplicatelo per 9.
Se il risultato è di due cifre, sommatele tra di loro fino ad ottenerne una sola.
A questo nuovo numero sottraete 5 e calcolate la lettera dell'alfabeto corrispondente.
Ora pensate ad una nazione europea che inizia con quella lettera.
Fatto?
Bene!
Ora pensate ad un colore che inizia con la terza lettera della nazione.
Un ultimo sforzo...
Pensate ad un animale ENORME che inizia con la terza lettera del colore.
Finito?!
SI?!

Scusate...
mi spiegate cosa ci fa
UN RINOCERONTE NERO IN DANIMARCA ?!!!!

giovedì, novembre 09, 2006

PIZZA...



Visto che sono bloccato sul divano per altri 15 gg, non vedo perchè non accontentare le richieste che mi pervengono.
Mi è stato chiesto di postare l' impasto per la pizza;
premetto che la mia non è la pizza bassa croccante che potete mangiare nelle numerose, ottime pizzerie di tutt' Italia (che prevede lievito madre e impasto di riporto), bensì un impasto diretto (dove tutto è mescolato nello stesso tempo), molto pratico e che da un buon risultato.
Io l'ho testata sia alta che bassa ed è buona.
Impasto:
500 g farina 00
250/260 g d'acqua
25 g di lievito di birra
20 g di zucchero ( o miele)
15 g di sale fino
30 g di olio d'oliva
Impastate farina, lievito e acqua. quando sarà uniforme, unite lo zucchero, poi il sale, poi l'olio. Formate un impasto omogeno, lasciatelo riposare per 15 minuti coperto con un telo umido; ora, se volete farla alta, stendete all'altezza desiderata, conditela e fatela lievitare; a lievitazione compiuta, cuocete a 185°.
Se la volete sottile, dopo il riposo tiratela bassa, copritela con il telo e aspettate altri 15 minuti; spezzate la lievitazione, schiacciandola con il mattarello (tirandola nuovamente, in pratica), conditela e cuocete a 190°.
Ricordate che se la fate con erbe fresche o salumi, è opportuno aggiungerli alla fine della cottura.

Spero di aver accontentato il richiedente e di non aver schifato i pizzaioli provetti.
Se avete suggerimenti o richieste, fatevi avanti.

mercoledì, novembre 08, 2006

GNOCCHI DI PATATE AL SEDANO RAPA



Al mercoledì….
GNOCCHI !
Non è vero, ma non sapevo come iniziare.
In questo periodo stanno avendo pieno utilizzo nelle cucine le rape ed il sedano rapa. Ed è con quest’ ultimo che voglio fare una crema con la quale condire gli gnocchi.
Ma partiamo dall’inizio…
Per gli gnocchi:
1 kg di patate per gnocchi
250 g di farina
12 g di sale fino
Cuocete le patate in forno a 170° per almeno 50 minuti, disponendole in una placca e salandole con sale grosso ( NON PELATE).
Al termine della cottura, pelatele, schiacciatele, unite gli ingredienti e formate gli gnocchi.
Per la crema di sedano rapa:
1 sedano rapa
1 cipolla rossa
1 aglio in camicia
Rosmarino
Olio d’oliva
Brodo vegetale
Una spruzzata di brandy
Fate appassire la cipolla in una padella ampia; sfumate con il brandy ed unite il sedano rapa, l’aglio in camicia ed il rosmarino. Bagnate poco alla volta con il brodo e portate a cottura.
Eliminate il rosmarino e l’aglio e omogeneizzate il tutto, emulsionando con un filo d’olio extravergine in più.
Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua; quando affioreranno, saltateli in padella in padella con la crema e terminate con una grattata di pepe nero.
Nella foto, ho aggiunto un ragù di carne; ma sono molto buoni anche senza.

martedì, novembre 07, 2006

"DALLA PADELLA ALLA BRACE"

E POSSO DIRVI CHE IN QUESTO CASO IL CAMBIO NON E' STATO IN PEGGIO, MA IN MEGLIO!!!
Una patatina avvolta in una fetta di speck, unta con olio d'oliva, aromatizzata con erbe fresche e salata con sale grosso.
30 minuti di cottura dentro le braci calde del camino ed è pronta.
ED ERA OTTIMA!

è piaciuta anche a quella schizzinosa della figlia di mia moglie e alla schizzinosissima mamma di mia figlia.
sono un cagnaccio

lunedì, novembre 06, 2006

RAVIOLO DI FARAONA AL TARTUFO NERO


Seguendo l'onda aromatica del tartufo, vi posto la ricetta di un raviolo di pasta fresca, che ha come ripieno la carne di faraona ed il tartufo.
Per il ripieno:
1/2 faraona
1/2 cipolla
1 carota
1/2 gamba di sedano
1 foglia di salvia
1/2 bicchiere di marsala
1/2 bicchiere di vino bianco
sale e pepe
1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
fondo di faraona
2 cucchiai di ricotta
50 g di parmigiano grattugiato
1/2 tomino
1 uovo
tartufo nero (se siete ricchi, bianco)
Disossate la faraona e conservate le ossa. Con le stesse fate un fondo (vedi fondi-FICIO).
Tagliate le verdure a cubetti e fatele appassire con poco olio d'oliva. Aggingete la polpa di faraona (solo la coscia e la schiena).
Sfumate con il marsala e con il vino; bagnate con il fondo fino a coprire, unite il conentrato di pomodoro, sale e pepe e fate cuocere per 15 minuti. Ora aggiungete il petto e fate cuocere per altri 20 minuti.
Al termine della cottura, filtrate il tutto e conservate il liquido.
Con la carne e la verdura, fate un purè al quale aggiungerete (da tiepido), la ricotta, il tomino, il parmigiano, un po' di tartufo nero, l'uovo. (se volete intensificare il sapore di tartufo, unite un po' d'olio al tartufo, se l'avete).
Con questo ripieno, farcite della pasta fresca e pinzate l'apice del tortello con le dita, come nella foto.
Avevamo tenuto da parte il sugo in cui abbiamo cotto la faraona; con questo, faremo una salsa che condirà i ravioli.
Per la salsa:
100 g di uva sultanina ammollata in poco vino bianco
150 g di uva bianca fresca
1 scalogno
una noce di burro
Fate imbiondire lo scalogno, unite l'uvetta e l'uva privata dei semi. Coprite con la salsa di cottura della faraona e fate cuocere per 20 minuti. Passate il tutto al mixer ed aggiustate di sapore.
Questa salsa sarà agro-dolce, aggiustate l'acidità con un po' di zucchero, se necessario.
Ora cuocete i ravioli in abbondante acqua salata e saltateli in padella con la salsa d'uva;
disponete nei piatti, spruzzate con parmigiano e scagliate il tartufo nero (o bianco) a piacere.

sabato, novembre 04, 2006

4 Novembre....88 anni fa.



Il 4 Novembre è una data storica per l'Italia. Ottantotto anni or sono, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unità d'Italia. Un cammino lungo, durato settant'anni, dalla Prima Guerra d'Indipendenza in avanti.
Un percorso difficile, intrapreso da uno dei Regni preunitari e portato a termine con il concorso convinto della popolazione di tutte le regioni d'Italia, mosse dal desiderio di mettere sotto un'unica Bandiera le sorti della penisola.
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Con queste righe voglio dare alla ricorrenza il posto che le compete anche nel mio blog.

venerdì, novembre 03, 2006

RISOTTO AL TARTUFO BIANCO



"... Sai tu che effetti fa l'amore? Che? bestia! Quelli del Tartufo: Che a' giovani fa rizzar la ventura e a' vecchi tirar coregge. Ah! ah! ah! ..." (B. Dovizi - Bibbiena 1470 - Roma 1520, "La calandra")

Con queste righe dò il benvenuto al protagonosta indiscusso del periodo autunnale: IL TARTUFO BIANCO.

In queste settimane, i tartufai si affidano al fiuto dei loro amici a quattro zampe per poter trovare l'ambito, esoso, redditizio TUBER MAGNATUM.
Col tartufo bianco si possono preparare svariate pietanze, ma le classiche uova all'occhio di bue o i tagliolini o il risotto, imperversano in questo
periodo nei ristoranti.
La prima ricetta che voglio segnalarvi è quella del risotto al tartufo.
Io prima di preparare il risotto, faccio una crema di melanzana, che aggiungerò a metà cottura, al fine di dare più sapore al risotto.

Quindi:
1 scalogno
olio d'oliva
100 g di melanzana pelata

q.b. brodo vegetale
Fate stufare lo scalogno, aggiungete la melanzana a cubetti e bagnate con il brodo. Lasciate cuocere per 20 minuti, salate pepate ed unite, se le avete, delle bricioline di tartufo, rimaste dalla pulizia o dalle vecchie fette.
Passate al mixer e ricavatene una crema.
RISOTTO:
1 scalogno
50 g di burro
1 rametto intero di prezzemolo

160 g di riso vialone nano
q.b. brodo vegetale
3 cucchiai di crema di melanzane
tartufo bianco a volontà
Il procedimento è quello classico per il risotto. Mantecate con formaggio grattugiato (io consiglio del Parmigiano Reggiano giovane o del Montasio) e scagliate abbondante tartufo.


Due notizie sul tartufo:

Il tartufo bianco pregiato, nome scientifico TUBER MAGNATUM PICO. E' considerato il tartufo per antonomasia perché riveste un'importanza commerciale notevole. Conosciuto anche come Tartufo d'Alba o del Piemonte perchè cresce in abbondanza soprattutto in questa regione (Monferrato e Langhe), ma lo si trova anche se in minima parte in alcune aree dell'Italia centrale e nel sud della Francia. Alba lo ha battezzato, ma nel Piemonte é presente in tutto il Monferrato, Langhe e Roero ed in parte della collina torinese.
Esso ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul peridio che lo rendono irregolare. La superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall'ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La sua carne o gleba é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico ma diverso dall'agliaceo degli altri tartufi lo rende unico nel suo genere. Vive in simbiosi con quercie, tigli, pioppi e salici e raramente lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e svilupparsi ha bisogno di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto particolari: Il suolo deve essere soffice e umido per la gran parte dell'anno, deve essere ricco di calcio e con una buona circolazione di aria. E' quindi intuibile che non tutti i terreni presentino queste caratteristiche e proprio questi fattori ambientali fanno si che il tartufo bianco diventi un frutto raro quanto ambito. La raccolta è da Settembre a Dicembre.

giovedì, novembre 02, 2006

nebbia e salumi....PURA POESIA!




Con il mese di novembre, si apre la stagione della produzione dei salumi.
Le imprese artigiane che seguono i canoni classici di lavorazione, attendono scalpitanti la stagione fredda per lavorare le deliziose carni suine al fine di ritrovare, a distanza di un anno, un prelibato salume appeso alle travi della cantina.
Dal salame "strolghino" a quello "gentile", dalla coppa alla pancetta, dal fiocchetto al sublime CULATELLO.
Ogni prodotto ha una sua lavorazione, la sua storia il suo sapore.


Il primo di cui si viene a disposizione è la CICCIOLATA.
Ricavata dalla lenta e lunga cottura delle cotiche, della testa del maiale e delle frattaglie. Il tutto tagliato,condito con sale ed alloro, speziato e pressato bene.
Una volta fredda, sarà pronta per essere mangiata.
Di seguito vi metto i link degli altri prodotti,che facciamo al Podere Cadassa.
- Salame Sfilsetta
- Salame Gentile
- Fiocchetto
- Culatello di Zibello

E, come recita lo slogan della manifestazione "November Porc"....
SPERIAMO CI SIA LA NEBBIA !!!

n.b.
qui vi linko un'immagine di come in ristorante si trascorra il tempo tra una cicciolata e l'altra.

E' SCONSIGLIATA LA VISIONE AGLI ANIMALISTI E AI DEBOLI DI CUORE.
:-)

RASTA PORK
è consigliata la visione a JURI !

mercoledì, novembre 01, 2006

...COME CAMBIANO LE COSE.....

A MAGGIO........



I PROSSIMI 20 GIORNI



... LE PRIME CURE...



mannaggia al calcetto !
almeno ho vinto

lunedì, ottobre 30, 2006

VIRUTA !!! LO SO CHE CI SEI !!!!!


Viruta, come richiesto, ho iniziato ad archiviare il mio blog! ci vorrà un po' di pazienza perchè sono inesperto, ma ho iniziato con le paste e potrai trovarle nella voce " pasti-FICIO" della sidebar. Poco alla volta farò anche il resto.
notte

DI RITORNO DAL FUTURO...

GUARDATE UN PO' CHI SI E' FATTO RISENTIRE....
CHEMIST!
insultiamolo!!!!!!!!!!!!
:-)

WALT DISNEY IN CUCINA

Un appuntamento da non perdere !
Per grandi e per piccini!
Walt Disney e la cucina correlata alle sue fiabe; siamo cresciuti mangiando e sognando e questa mostra è il modo per ricordarcelo.
Presso la splendida Reggia di Colorno , a pochi passi da me.
Da sabato 28 Ottobre 2006 a domenica 7 Gennaio 2007

SALONE DEL GUSTO, COL SAPONE D'ARTIFICIO



ATTENZIONE---------ATTENZIONE
Se qualcuno di voi dovesse trovarsi in questi due giorni al salone del gusto di Torino,
si rechi presso lo stend
PODERE CADASSA- AL VEDEL,

affiliato a SELECTA SPA e chieda ai miei titolari di poter vedere il
SAPONE DI CULATELLO ! alias,Sapone d'Artificio.
Dite tranquillamente che vi mando io, non faranno obiezioni
.

accorrete numerosi

sabato, ottobre 28, 2006

nuovo logo!

vi piace?
il merito o demerito è dello Scribacchino silenzioso, che ringrazio attraverso queste righe.
A me piace molto.
Fatemi sapere

giovedì, ottobre 26, 2006

HALLOWEEN? se magnaaaa !!!!!!!!!!!!!!


E' il momento di prendere le zucche, tornirle bene, trasformandole in brutte facce sorridenti e di esporle fuori casa per tenere lontani gli spiriti cattivi !!!!!!!!!!!!!!!

Ma...........
visto che a me HALLOWEEN, non piace più di tanto, io la zucca me la cuocio in forno e ci faccio dei bei ravioloni!
a seguire la ricetta:
TORTELLI ALLA ZUCCA:
1/2 zucca mantovana (secondo me la migliore)
-cuocerla in forno a 150° per 1 ora, salata con sale grosso
Estrarre la polpa, metterla nel cutter con:
200 g di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di amaretti
1 tuorlo d'uovo
poca noce moscata
sale q.b.
Ricavatene una crema densa e riponetela in frigorifero.
Fate dei ravioli con pasta fresca, cuoceteli in abbondante acqua salata e condie con parmigiano grattuggiato e burro fuso.
Molti userebbero burro e salvia, ma io, onestamente preferisco OLIO D'OLIVA aromatizzato alla salvia. Potrebbe sembrare un'eresia, ma mi piace così.
Se volete guarnire ad oc, friggete delle fete sottli di zucca in olio a 135° e ne ricaverete delle squisite chips.



notte

martedì, ottobre 24, 2006

TEN THOUSAND !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


TRAGUARDO RAGGIUNTO !

Non avrei mai immaginato di arrivare a 10000 visite in 8 mesi circa !!!!!
grazie

un'ovazione al nostro campione Baldini (nella foto), che ho sfruttato per l'occasione.

venerdì, ottobre 20, 2006

NO ARTIFICIO....NO PARTY !!!!!!!






Meno male che mi ha aiutato, altrimenti chi le sfamava quelle belve?!
Splendida festa di compleanno e grazie a tutti per gli auguri.

Alice d' Artificio

lunedì, ottobre 16, 2006

FARE THEE WELL....




THE LITTLE MANDARIN IN THE BIG APPLE

Ecco due parole d' arrivederci ad un amico con il quale ho collaborato quasi un anno.
E' stato bravo, nel limite del possibile (^_^) , è fondamentalmente una brava persona, anche s'è scapestrato (METTITI IN RIGA JONNY!)

Deluso dalle donne, rimproverato dagli amici, deriso dai nonni (quelli del cappotto a calcetto), pedinato dai creditori, declassato alla serie B (è JUVENTINO).....
.....ha preso l'amara decisione di andarsene, di tentare la fortuna nella terra della fortuna per antonomasia.....
...NEW YORK !!!!!
Partirà infatti per Manhattan, tra circa una settimana in cerca di quella compagna che fin'ora non l'ha seguito come dovrebbe.
A lui vanno i miei più sentiti auguri e mi piacerebbe ricordarlo così, nella sua veste migliore.


CIAO JONNY, FAI IL BRAVO PERCHE' IN AMERICA NON TE LA PERDONANO!
....ti volevo dire.....

in bocca al lupo da:

IL VERO, UNICO, INIMITABILE, IMPRONUNCIABILE....
CUOCO D'ARTIFICIO

venerdì, ottobre 13, 2006

SAPONIFICIO D'ARTIFICIO N°2


SI PROSEGUE CON LA CREAZIONE DIVARI TIPI DI SAPONE.
QUESTA VOLTA, L' HO FATTO PROFUMANDOLO LEGGERMENTE E METTENDOLO IN FORNO PER ESEGUIRE UNA PARTICOLARE PROCEDURA A CALDO.
INCROCIO I MESTOLI E ASPETTO CON PAZIENZA E SPERANZA

artificio

mercoledì, ottobre 11, 2006

SUGH D'UVVA


...IL SUGO D'UVA....

chissà in quanti lo fanno e in quanti hanno un ricordo infantile di questo dolce contadino.

In campagna non si stava tanto a badare al tipo di vitigno: l'uva che non era adattissima ad essere spremuta, veniva presa dai ragazzi, pigiata a mano in un colino, fino ad averne una buona quantità di succo.
Con questo, aggiungendo farina e, se necessario, zucchero, si preparava un budino favoloso.

Ora, che possiamo, usiamo mosto fresco di 1° qualità e lo preparo così:

- 1 L di mosto fresco

- 100 g di zucchero semolato (non uso uva moscato)
- 100 g di farina
Stempero tutto a freddo e porto lentamente ad ebollizione; faccio bollire per 3 minuti, continuando a mescolare, poi verso in stampi.


Quando sarà freddo, gustatelo a copiose cucchiaiate, di quelle che ti gnfiano le guance.....

.....oltre ad un buon dolce, fate un carico di storia contadina.

artificio

martedì, ottobre 10, 2006

CHE BELLA FOCA...CCIA!

Oggi focacce.....
non ho il tempo di fare del sapone.......
Per queste focaccine ho messo:
500 g di farina 0
250 ml circa di latte
15 g di lievito di birra
1 cucchiaio colmo di miele d'acacia
1 cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva
12 g di sale fino
Impasto partendo solo con farina , latte e lievito; unisco poi il miele e lascio incorporare; vado con l'olio e poi il sale per ultimo.
Lascio riposare 10 minuti sul tavolo e poi formo a piacere.
Lievitare fino al raddoppio, spennellare con una miscela di acqua, sale e olio d'oliva, emulsionati;
cuocere a 180° per 15/20 minuti.

lunedì, ottobre 09, 2006

...VAJONT, 9 OTTOBRE 1963. 22:39

un' amica:

"la foto è della diga piena d'acqua, prima del disastro
e parole ne sono state dette tante
basta solo ricordare, senza fronzoli"

io:

"penso che non scriverò nulla se non le tue ultime tre frasi..."


LEI ME L'HA RICORDATO
IO NON LO DIMENTICHERO'

E VOI?

39° anni fa......


oggi cade il il 39° anniversario della morte del fin troppo mitizzato ERNESTO GUEVARA detto il CHE . Quando era vivo, lo chiamavano "rivoluzionario da farmacia", "avventuriero", dopo la sua morte lo hanno rivalutato per trasformarlo nel rivoluzionario buono da contrapporre a quelli cattivi, cioè a quelli che, come lui, hanno provato a fare la rivoluzione. Improvvisamente, qualche anno fa, lo hanno tirato fuori dal limbo della storia, in cui lo avevano collocato, per trasformarlo in un mito da consumare e da sfruttare, adattandolo al gusto di ogni palato. Ne è venuto fuori quanto di più surreale si potesse immaginare: "un James Dean" latino-americano.
Vorrei ricordare questa data citando una canzone di Guccini, ma è veramente lunga, quindi la linko qui.
Ci tengo invece a farvi leggere una delle sue poesie
.

Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lagrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra trovino le mie dieci lettere.
Ho sonno, ho amato, ho
raggiunto il silenzio.

venerdì, ottobre 06, 2006

....TANTI AUGURI A ME......

CHI VUOLE UNA FETTA DI TORTA?!









SICURI? NESSUNO?
FATE BENE!!!!!!!!
E' SAPONE!
Il primo sapone d'artificio non poteva che essere a forma di torta!

ne sto già maturando un altro alla camomilla e curcuma.....
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giovedì, ottobre 05, 2006

...crisi religiosa.....

LETTERA D' ADDIO.

Se per un istante Dio si dimenticherà che
sono una marionetta di stoffa e
mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose, non per quello che valgono,
ma per quello che significano.

Dormirei poco, sognerei di più, andrei
quando gli altri si fermano,
starei sveglio quando gli altri dormono,
ascolterei quando gli altri parlano e
come gusterei un buon gelato al cioccolato!!

Se Dio mi regalasse un pezzo di vita,
vestirei semplicemente,
mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente
il mio corpo ma anche la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh
sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.

Irrigherei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali.

Dio mio, se io avessi un pezzo di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che amo,
che la amo.

Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e
vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare
che smettono di innamorarsi
quando invecchiano, senza sapere
che invecchiano quando smettono di innamorarsi.

A un bambino gli darei le ali,
ma lascerei che imparasse a volare da solo.

Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia
ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!

Ho imparato che tutto il mondo ama vivere
sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità
sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che
quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha il diritto di guardarne un altro
dall'alto al basso solamente
quando deve aiutarlo ad alzarsi.

Sono tante le cose
che ho potuto imparare da voi,
ma realmente,
non mi serviranno a molto,
perché quando mi metteranno
dentro quella valigia,
infelicemente starò morendo.

GABRIEL GARCIA MARQUEZ

In un periodo in cui non ci si riconosce in nessuna religione

o ci si riconosce troppo, bisognerebbe fermarsi a riflettere.

artificio

mercoledì, ottobre 04, 2006

SAPONIFICIO D'ARTIFICIO


ieri mi sono cimentato nella creazione del sapone..........
sembra bello, ma devo aspettare almeno 4-5 settimane prima di usarlo, affinché la soda perda i suoi poteri corrosivi.
Volete sapere come ho fatto? si? sicuri?
allora.....
ho preparato 1 kg di strutto e l'ho messo a fondere a fuoco bassissimo.
poi ho preso 300 g d'acqua distillata e c'ho sciolto 138 g di soda caustica. La reazione chimica haportato l'acqua ad una temperatura di oltre 70°; ho atteso che si raffreddasse fino a 45° e l'ho unita allo strutto, anch'esso a 45°.
Ho mescolato leggermente con il cucchiaio di legno e poi ho continuato con il mixer ad immersione, facendo molta attenzione agli schizzi.
Quando il composto ha raggiunto il "NASTRO" (il momento in cui se tu sollevi il mixer ed il filo di composto fa fatica a scendere e rimane un po' in superficie), ho aggiunto degli oli essenziali (4 g) ed un cucchiaino di farina di riso (che blocca i profumi degli oli essenziali).
Ho mescolato ancora qualche secondo e poi l'ho colato in uno stampo.
Nonostante fosse ormai tiepido, la reazione chimica in atto ha mantenuto questa temperatura per più di 4 ore!
Stamane l'ho sformato e l'ho messo al buio a "stagionare". Si dice che più sta lì e più diventa buono, come il vino.
Ora non mi resta che aspettare il mio mesetto e mezzo e poi trovare una cavia disposta a provarlo.

Qualcuno si fa avanti?.......vediamo...........TOZZI-FAN!
REMY! VUOI PROVARE?

Questa tecnica è denominata "a freddo", ma esiste anche quella a caldo, che prevede maggiore attenzione ed esperienza; è quella che usavano le nostre nonne tanti anni fa.
Ma voglio fare un passo alla volta. La prossima volta provo a miscelare i grassi, con conseguente calcolo di saponificazione e percentuale di soda......insomma devo studiare.
Se qualcuno fosse interessato, può trovare delucidazioni su

www.ilmiosapone.it

lunedì, ottobre 02, 2006

SI RIPRENDE DA........


Effettivamente sono rimasto molto, molto, molto indietro con le cose.
Uno degli ultimi post , tra l’altro molto apprezzato è stato quello sugli animaletti di verdura.
E’ un divertimento farli, m’ha insegnato il mio chef che li ha visti durante la crociera questa estate ed ha pensato di “riutilizzarli”. Hanno infatti abbellito anche il buffet della finale di miss Italia, dove assieme a molti altri ristoratori di Parma, s’è contribuito alla festa.
Sono molto semplici da fare, l’unica cosa è il dispendio di materia prima!
Ho inoltre postato la foto di un risotto al peperone, che ha suscitato pareri positivi; quindi ora vi posto la ricetta:
Per questo piatto ho preso spunto da una salsa piemontese, infatti è tipico della regione avere preparazioni che fondono il mare e la terra in perfetta armonia.

RISOTTO:
Ingredienti per 500 g di riso (vialone nano o carnaroli)
un filo d’olio d’oliva
1 alice sotto sale, dissalata e spinata
2 scalogni
1 peperone giallo pulito
2 fette di pancetta o lardo
½ tomino ( formaggio del boscaiolo, quelli piccoli da fondere sulla piastra)
Sale e pepe
1 litro circa di brodo vegetale
q.b. parmigiano grattugiato
60 g di burro circa ( se volete, l’olio)
Procedimento:
Fate soffriggere leggermente uno scalogno nel burro; unite la pancetta tritata e le alici;
ora, il peperone tagliato a cubi e fate stufare bagnando con poco brodo.
Dopo una decina di minuti, salare pepare, unire il formaggio a cubetti e mixare creando una crema.
Tritate l’altro scalogno e fatelo imbiondire, buttate il riso e tostatelo; unite la crema di peperoni e bagnate con il restante brodo, poco alla volta, fino a cottura ultimata. Mantecate a fuoco spento con poco parmigiano (è meglio che si senta bene il sapore dei peperoni).

PATE’ DI CONIGLIO:
1 spalla di coniglio ( o una coscia)
un filo d’olio d’oliva
1 cipolla media
1 alloro
1 finocchio selvatico
Un aglio in camicia (alias---con la pelle e leggermente schiacciato, che poi verrà tolto)
Il fegato di coniglio (se avete l’animale intero e nostrano)
Mezzo bicchiere di Marsala
Un goccio di brodo di carne
Un cucchiaio di parmigiano grattugiato
Un cucchiaio di panna da cucina
Sale e pepe
Procedimento:
fate soffriggere la cipolla finché non diventerà quasi marroncina e sfumate con il marsala. Se ve la sentite, fiammeggiatelo. Unite gli aromi, l’aglio e poco brodo.
A parte saltate in padella rovente i pezzi di polpa di coniglio, precedentemente disossato, e il fegato, salando e pepando. Uniteli al primo composto, coprite e fate cuocere soft per un’ora circa.
Ora filtrate il tutto e conservate il liquido. Passate al mixer unendo la panna , il parmigiano e se necessario, poco liquido di cottura. Otterrete un patè cremoso che raffreddando si solidificherà.

PANE ALLA MENTA:
passate nel mixer del pane raffermo con un filo d’olio, della mentuccia e qualche foglia di prezzemolo, sale e pepe. Otterrete una polvere fine dal profumo di menta che rinfrescherà la bocca dalla sensazione grassa del patè.

Componete il piatto come nella foto o secondo la vostra fantasia.

ATTENZIONE PIB!!!! Ecco la ricetta richiesta. Scusa il ritardo.

domenica, ottobre 01, 2006

...FINALMENTE.......


E' FINALMENTE UFFICIALE !
AL BIVIO HO PRESO PER LA RETTA VIA.......

SONO TORNATO ATTIVO. ANCORA ALCUNE MODIFICHE E RIPRENDO A BUON RITMO CON TUTTO.
COSA VI ASPETTA?
RICETTA D'ARTIFICIO
SAPONIFICIO D'ARTIFICIO
L'ADDIO AD UN CARO AMICO, CHE PARTE PER MANATTAN
E POI.....
RICETTE, HAHATE , INSOMMA ESPLOSIONI D'ARTIFICIO!

AVETE AVUTO PAZIENZA E ORA VI RICAMBIO LA CORTESIA.

artificio