lunedì, ottobre 25, 2010

is this heaven?




Vorrei raccontarvi una storiella.....
L'altra sera eravamo nel pieno di una merda spaventosa (per chi non lo sapesse, con "merda" si intende un attimo di incredibile caos).....il gran capo non c'era, era impegnato altrove, s'erano acumulati un bel numero di piatti da far uscire, e come se non bastasse, dovevamo preparare 30 sorbetti per una gruppo di ristoratori che erano arrivati alla fine della loro cena.
Bisognava trovare il bandolo della matassa...si doveva superare il momento di stallo ed uscire dal guano sorridenti, rinascere come l'araba fenice !!!!!!!!
Con un rapido scambio di sguardi e senza proferir verbo, io ed i ragazzi abbiamo dato inizio all' ARMAGEDDON!!!
A Martin sono cresciute improvvisamente due braccia supplementari ed ha iniziato a far roteare padelle e forchettoni che sembrava d'essere al circo della Orfei.....
Mauro con un colpo di prestigio alla Udini ha smaterializzato la discarica che aveva sul tavolo e l'ha preparato per il record mondiale di Sara che ha disteso 30 piatti, manco fosse la dea Calì.
George, con la forza del pensiero, ha fuso il cioccolato e il burro di cacao preparandomi il dolce inchiostro con cui ho serigrafato i piatti ed ha iniziato a posizionare le cialde croccanti.
Robbè creava palle di sorbetto come fossero bolle di sapone ed io volavo tra loro guarnendole una ad una.
Dal nulla hanno iniziato a nevicare, leggiadri, tocchetti di frutta fresca che George faceva planare nelle sue cialde e Sara velava il tutto con menta fresca.
Così, dal nulla, abbiamo visto arrivare la luce, e quella luce ha illuminato le nostre creature.....
complimenti ragazzi....lavorare con voi è un onore.

6 commenti:

Baol ha detto...

Mecojoni!!!

O____o

Amelia ha detto...

cavoliiiiiii

Anonimo ha detto...

Questo è uno dei tanti motivi che mi ha fatto lasciare il mondo della ristorazione. Corri, sudi, urli, ti fai male, spacchi piatti e bruci cibo solo per servire anche l'ultimo dei deficienti. Ognuno avrà le sue idee, e le capisco, ma per me non ero altro che un lavoro da schiavi. Inutile trincerarsi dietro il solito leit-motiv del " son soddisfazioni ". A che prezzo poi....

berso ha detto...

Anonimo, di certo lavorare alle poste è meno pericoloso ma non mi sento di avallare la tua sentenza. Ogni lavoro ha i suoi pro e i suoi contro a rendere più accettabili i "contro" interviene la predisposizione al sacrificio.
Io sono molto soddisfatto del lavoro che faccio anche se alle volte esco incazzato nero e molti dei ragazzi che ho avviato al mestiere, ancora mi ringraziano dell'entusiamo che sono riuscito a trasmettere loro e che loro stessi stanno sfruttando nelle loro attività.
Gli schiavi stavano decisamente peggio di noi.
Ah, se puoi, la prossima volta, firmati; sono solito cancellare i commenti anonimi.

Luca ha detto...

Sono d'accordo sulla " predisposizione al sacrificio ". Ovviamente ne converrai che è una sensazione soggettiva. Per me sacrificarmi in tale modo verso gente che fosse anche il più pezzente al Mondo, quando si siede è IL CLIENTE (che abusa del motto " HA SEMPRE RAGIONE ") non era il mio modo di vivere. Su di me ha prevalso la " predisposizione a non piegare sempre la testa (come appunto li schiavi) ". Sono punti di vista e come tali opinabili.

I complimenti, seppur sinceri, non mi ripagavano di 10-12 ore al giorno passate in cucina con uno stipendio pari o forse inferiore a gente che tiene il suo bel posteriore 8 ore al giorno seduto in ufficio (e 4 le passa tra blog e facebook).

Comunque, beyond all, capisco il mazzo tanto che ti fai e ti auguro di reggere il + a lungo possibile.

berso ha detto...

ciao Luca, capisco perfettamente a cosa fai riferimento. Hai pienamente ragione.
Sarò un po' originale ma da me il cliente non ha sempre ragione...ma nella buona parte dei casi gliela lascio la ragione.
Terrò duro finché fisico ed entusiasmo andranno a braccetto.
buona fortuna per tutto